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Chi sono

Una formazione costruita per guardare la persona nella sua interezza.

Il mio percorso professionale nasce da una domanda semplice, ma tutt'altro che scontata: che cosa rende una persona ciò che è, e in che modo può cambiare direzione quando ne sente il bisogno?

Dott.ssa Arianna Longoni, psicologa psicoterapeuta
Arianna LongoniPsicologa · Psicoterapeuta

Formazione

Mi sono laureata in Psicologia Clinica e di Comunità presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, un percorso che mi ha insegnato a leggere il disagio individuale sempre in relazione al contesto — familiare, sociale, scolastico, lavorativo — in cui una persona è inserita. Sono iscritta all'Ordine degli Psicologi della Lombardia dal 2019.

Sto attualmente completando la mia specializzazione in psicoterapia presso la Scuola Adleriana del Crifù di Milano, di impostazione psicodinamica. La psicologia individuale di Alfred Adler considera la persona come un'unità indivisibile che si muove, spesso senza saperlo, verso mete e significati costruiti fin dall'infanzia. È un approccio che unisce rigore clinico e attenzione profonda alla singolarità di ciascuno.

Esperienza con l'infanzia, l'adolescenza e le neurodivergenze

Accanto al lavoro clinico con gli adulti, ho maturato negli anni un percorso significativo a stretto contatto con il mondo della scuola: dal 2019 sono referente per l'inclusione in un istituto scolastico milanese, dove coordino il dipartimento dedicato, supervisiono gli insegnanti di sostegno e curo la stesura di PEI e PDP per alunni con DSA, BES e disabilità, oltre a occuparmi della mediazione tra scuola e famiglia. Ho inoltre svolto attività di sostegno psicologico e potenziamento cognitivo con bambini e adolescenti, e ho affiancato équipe multidisciplinari nella progettazione di interventi psico-educativi rivolti a persone con disabilità fisiche e psichiche.

Per approfondire questo ambito ho conseguito un Master in Disturbi Specifici dell'Apprendimento — dalla diagnosi al trattamento — e un corso di alta formazione su DSA e plusdotazione, che mi permettono di leggere con maggiore precisione le difficoltà legate a DSA, ADHD e altre forme di neurodivergenza, sia nel lavoro diretto con bambini e ragazzi sia nel supporto a genitori e insegnanti.

Come lavoro

Nel mio lavoro clinico presto attenzione allo stile di vita della persona — l'insieme coerente di convinzioni, strategie e scopi che ciascuno costruisce fin dai primi anni — e al modo in cui questo stile si ripropone nelle relazioni, comprese quella terapeutica. Non credo in soluzioni standardizzate: ogni percorso viene costruito insieme, a partire da ciò che la persona porta in stanza.

Ritengo che il cambiamento richieda una relazione autentica prima ancora che una tecnica: uno spazio dove sentirsi ascoltati senza essere giudicati, e in cui poter guardare le proprie difficoltà con più chiarezza e meno paura.

Formazione continua

Aggiorno costantemente la mia pratica attraverso supervisione clinica, seminari e letteratura scientifica, con particolare attenzione agli sviluppi contemporanei della teoria adleriana e al loro dialogo con gli approcci psicodinamici e con le più recenti acquisizioni sul trauma e sulla regolazione emotiva.

Non è tanto ciò che ci accade a determinarci, quanto l'uso che facciamo di ciò che ci accade.

— principio ispirato al pensiero di Alfred Adler